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Arrivano le “Airspeeder” – auto elettriche volanti. Fantascienza? No, realtà già nel 2020

Macchine velocissime (per di più elettriche) in grado di volare. Il tema sembrerebbe adatto ad una fiction televisiva o cinematografica in stile “Star Trek”, “Star Wars” o “Blade Runner”. Insomma, roba da Zemeckis e da “Ritorno al futuro”. Quindi le solite invenzioni e fantasie; niente più di questo? E invece no. Per quanto la cosa sembri totalmente incredibile, le macchine elettriche “volanti” esistono. Sono una realtà concreta già oggi, nel 2020.

Sulle sorprese che ci possono riservare (e che di sicuro ci riserveranno in futuro) le macchine con motore elettrico ci siamo già soffermati in passato quando abbiamo trattato dei prototipi brevettati dalla Rimac. Automobili totalmente elettriche, dunque non ibride, in grado di superare tranquillamente i 300 chilometri all’ora di velocità.

D’accordo, ma che adesso volino pure? C’è davvero da crederci? Proprio così, una realtà testimoniata da riprese video, che potete visualizzare in fondo a questo articolo.

Non solo, ma esistono già corse automobilistiche volanti.

Stiamo correndo troppo? Allora andiamo con ordine.

Le corse automobilistiche volanti non sono più riservate solo ai giochi per computer e ai film di fantascienza, ma esistono nel mondo reale. Gli organizzatori della prima serie mondiale di sport motoristici per il pilotaggio di auto elettriche, le cosiddette “Airspeeder”, affermano che prime le gare dovrebbero svolgersi già nel 2020, per poi programmare una stagione completa del campionato del Grand Prix poco dopo. Nel frattempo, gli organizzatori coltivano “audaci ambizioni di accelerare una rivoluzione nel trasporto sostenibile”, ha dichiarato il fondatore della gara, Matt Pearson.

Una volta revocate le restrizioni relative alla crisi del Coronavirus, gli Airspeeder (macchine elettriche volanti) saranno ulteriormente testati. Attualmente hanno già subito test senza pilota pienamente riusciti utilizzando un telecomando. Una squadra di piloti di test reclutati dalla US Air Force e Martin Aviation sono responsabili del prototipo MK3, che sarà testato nel deserto del Mojave, in California. Gli Speeder possono guadagnare fino a 200 km / h a piena velocità e volare a 5-40 metri da terra.

La società responsabile, la “Alauda”, ha sede ad Adelaide, nell’Australia meridionale, e prevede di ospitare un team in crescita di specialisti tecnici tratti da nomi di spicco nel settore aerospaziale, automobilistico e ingegneristico. Rolls-Royce e Babcock Aviation sono entrambi nella lista, desiderosi di essere coinvolti. La loro visione è di fornire a più team e produttori l’hardware necessario per creare le macchine volanti e la libertà di impostare la strategia e il progetto nei piloti.

Matt Pearson, fondatore di Alauda e della serie Airspeeder ha dichiarato che si intende dare vita ad una sorta di “Formula 1”, un circuito automobilistico di macchine volanti, con tanto di squadre distinte, pit-stop, piloti e un focus sulla consegna dello sport al maggior numero possibile di fan attraverso streaming live trasmessi in tutto il mondo.

“Tuttavia” puntualizza Pearson, ci saranno anche differenze, nel senso che Alauda, la divisione produttiva della nostra azienda, svilupperà la tecnologia e stabilirà i regolamenti. Ciò significa che ci sarà un focus significativo sull’abilità del pilota e sulla strategia di gara.

Secondo Pearson i fan degli sport motoristici saranno “molto ispirati” da questo approccio e sostiene che questo sarà lo sport del ventunesimo secolo.

Oltre allo sport naturalmente lo scenario si apre ad altre prospettive quali un dialogo aperto con la più ampia industria automobilistica per il trasporto di passeggeri (eVTOL) oltre alla valutazione di questioni chiave di sicurezza, regolamentazione e consapevolezza del mercato automobilistico del futuro.

In termini economici, il settore eVTOL (Electrical Vertical Take Off and Landing) ha il potenziale per un valore di 1,37 trilioni di euro ((1,5 trilioni di dollari) entro il 2040. È supportato da alcuni dei più grandi nomi nel settore dell’aviazione, della tecnologia e dell’automotive. Queste aziende sviluppano una tecnologia che abbraccia sia la crescita che i cicli economici recessivi.

Sarò possibile in futuro sviluppare addirittura un trasporto urbano sostenibile?

Pearson sostiene che si l’industria sta puntando moltissimo allo sviluppo di queste tecnologie. Al di là dello sport, la F1 può essere concepita come motore dello sviluppo tecnologico, in quanto ogni auto moderna ha tecnologie sviluppate come conseguenza del motorsport.

“In definitiva, ciò che stiamo facendo” spiega Pearson “sta accelerando una rivoluzione della mobilità che libererà le città dall’inquinamento grazie ad una tecnologia dell’aria pulita che allevierà anche la congestione del traffico e avvicinerà le comunità.”

Guarda il Video: