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Sugli aforismi e la loro verità

Montanelli creava degli aforismi. Poi nelle conversazioni li citava e li attribuiva a grandi scrittori. Nessuno contestava o aveva da ridire. Ma si potrebbe fare anche il contrario: prendere degli aforismi di pensatori famosi e poi dire che sono nostri. Non tutti si accorgerebbero della truffa. Questo significa che l’aforisma è spesso una massima, una sentenza, un pensiero, una battuta: insomma un’opinione e dipende perciò non dalla logica ma dall’autorevolezza di chi ha creato la frase. L’aforisma non è un sillogismo. Karl Kraus vedeva in esso “una mezza verità” oppure “una verità e mezzo”. Ma forse esagerava. Sempre a tal riguardo si deve ricordare che si possono trovare aforismi che affermano una cosa ed altri l’esatto contrario. Celebre è l’aforisma di Longanesi: “eppure, è sempre vero anche il contrario.” Ad esempio Pittigrilli nel “Dizionario antiballistico” invertiva gli aforismi. Umberto Eco a riguardo ha definito questo genere di aforismi cancrizzabili, cioè reversibili. Altre volte l’aforisma si rivela una generalizzazione indebita, per cui oltre ad una piccola verità contiene una piccola bugia. L’oggettività quindi lasciamola a quelle che un tempo venivano chiamate scienze esatte. Alcuni potrebbero definire l’aforisma un’osservazione acuta. Ma anche in questo caso potremmo ricordare Popper, secondo cui prima di ogni osservazione ci sono sempre delle aspettative inconsce(e soggettive). Non solo ma bisogna dire anche che l’uomo moderno ha abbandonato la verità interiore in nome di quella scientifica. Ma anche essa non è mai definitiva e poi come pensava Simenon il Vero non sembra mai tale ed è così difficile riconoscerlo. Secondo il misticismo orientale non esiste il Vero assoluto, ma ogni istante ha la sua verità. Inoltre è sempre difficile trovare la verità umana perché ci sono caratteristiche che ci accomunano ed altre invece che ci rendono unici e irripetibili. È sempre così impegnativo trovare delle costanti antropologiche. Gran parte della conoscenza umana è instabile e relativa, a meno che non si voglia giungere a dei truismi. La ricerca spasmodica del Vero porta spesso a dei capovolgimenti come in alcune opere pirandelliane. Infine l’esistenza è complicata. Le figure retoriche molto spesso non riescono a esprimere la complessità dell’esistenza. Dire che la vita è un viaggio è usuale. Molte altre metafore a riguardo si rivelano dei luoghi comuni abusati ormai oppure addirittura inadeguate. Gli iperromanzi non riescono a descrivere tutte le possibili combinazioni dell’esistenza. Nessuno è riuscito ad esprimere totalmente in letteratura la casistica degli eventi, il rebus degli incontri, l’intrecciarsi delle storie e dei destini. Della vita e della realtà ne sappiamo sempre poco rispetto a quello che dovremmo sapere. Lo dimostra il fatto che perfino le domande ingenue dei bambini possono mettere in seria difficoltà intere schiere di cattedratici. Purtroppo come dicono i proverbi si impara a camminare solo cadendo e si impara solo a proprie spese. L’esperienza però spesso nella maturità , più che fornire utili insegnamenti, riesce a dare solo una corrucciata concezione della vita.

Questo preambolo era doveroso per sgombrare il campo da possibili fraintendimenti. Nonostante questi limiti però ogni aforisma può contenere un fondo di verità e ci sono grandi pensatori come Montaigne, Karl Kraus, Nietzsche, Pessoa, Canetti, Cioran, Oscar Wilde, Flaiano, Adorno, Gesualdo Bufalino che sono riusciti a dare un notevole apporto culturale tramite le loro massime sapienziali.

Davide Morelli – Pontedera